Informazioni generali

Come funziona il nostro sistema di segnalazione delle specie invasive?


Non trascorre settimana o quasi, senza che i media non riferiscono dell’apparizione e della diffusione in Italia di nuove specie animali o vegetali. A partire da quando si è registrato l’insediamento dell'Ambrosia, una delle peggiori piante allergeniche, anche l’opinione pubblica ha scoperto che la fauna e la flora stanno cambiando. L’Italia ospita sempre più spesso delle specie vegetali provenienti da altre regioni o da altri continenti. Quando queste s’insediano in nuovi ambienti formando popolazioni consistenti, possono far regredire le piante indigene, causando danni economici oppure arrecando delle minacce alla salute (piante tossiche o allergeniche). E’ pertanto indispensabile comprendere e valutare con attenzione lo sviluppo ulteriore del fenomeno, adottando dei provvedimenti tempestivi mirati a ostacolare o addirittura impedire l’insediamento e la propagazione delle neofite invasive, anche considerando il fatto che l’Italia si è impegnata in tal senso tramite accordi nazionali e internazionali (Convenzione di Rio sulla Diversità Biologica). Una dettagliata conoscenza della presenza delle specie invasive sul territorio è indispensabile. Il primo passo per la comprensione e la prevenzione dei processi di invasione è quindi la raccolta di una base di dati sulla presenza e sull’invasività delle specie, che costituisca il fondamento per la ricerca scientifica e per la definizione di strategie nazionali, linee guida e priorità di intervento. Per questo motivo la realizzazione di carte di distribuzione è inclusa tra i principali obiettivi della strategia globale per le specie invasive e le banche dati a scala regionale e nazionale sono considerate uno strumento essenziale per effettuare interventi coordinati tra regioni o paesi adiacenti, poiché la gestione delle invasioni è efficace solo se le azioni a livello locale vengono effettuate nell’ambito di una strategia generale. Questo strumento, sviluppato dal Progetto Interreg SiiT (Italia-Slovenia) coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, è stato ideato per permettere ai cittadini e soprattutto alle scuole di contribuire in maniera facile alla conoscenza della distribuzione di tre delle più importanti e più dannose specie invasive presenti in Italia: l’ailanto, l’ambrosia e il senecio sudafricano.


Il sistema in 5 passi


Primo passo: imparare a riconoscere le specie – Le tre specie da noi scelte sono facilmente riconoscibili con un po’ di pratica: le schede riportate in questo sito presentano dettagliate descrizioni, un ricco apparato di immagini e spiegano le differenze con alcune piante piuttosto simili con cui è possibile la confusione. Il primo passo è quello di imparare a riconoscere bene almeno una delle tre specie.


Secondo passo: munirsi di un apparecchio fotografico digitale – Tutte le vostre osservazioni devono essere corredate da una fotografia. Questo perché tutte le segnalazioni verranno validate da un gruppo di esperti sulla base della foto che avrete inviato, per evitare al massimo gli errori. La qualità estetica della foto non è molto importante, ma è importante che dalla foto l’esperto sia in grado di individuare i caratteri essenziali della specie che avete osservato. Le foto scattate da telefonini vanno benissimo. Quando scattate la foto prendete nota accuratamente della posizione geografica della pianta fotografata (con un GPS o annotandone la posizione rispetto ad elementi del paesaggio facilmente riconoscibili).


Terzo passo: come inviare la segnalazione – Andate nella sezione ‘Invia segnalazioni’ e scegliete la specie che volete segnalare. Cercate sulla mappa il punto esatto in cui avete fotografato la pianta, trascinate su quel punto il pallino rosso e chiudete la finestra. A questo punto sulla scheda di immissione dati appriranno latitudine longitudine del punto, più una descrizione testuale del sito (ad esempio, Trieste via Marchesetti nr. 15) che comunque potete modificare per renderla più precisa. Una finestra di immissione dati vi permette di specificare meglio la densità della popolazione fotografata. Il campo note, non obbligatorio, vi permette invece di inserire annotazioni sul tipo di ambiente, sull’età presunta delle piante, o su qualsiasi altro elemento pensiate possa essere utile per caratterizzare meglio la vostra osservazione. A questo punto non dimenticate di caricare la foto!


Quarto passo: fornire o meno i dati personali – La vostra segnalazione può essere del tutto anonima se scegliete di non accettare le leggi sulla privacy. Se invece volete che il vostro nome appaia accanto alla segnalazione, accettate la legge sulla privacy e aggiungete nome e cognome. L’indirizzo e-mail, non obbligatorio, va inserito solo se volete ricevere un messaggio nel momento in cui la vostra osservazione è stata validata ed appare sulla mappa di una data specie. Al posto di nome e cognome potete anche inserire qualcosa come ‘Classe II A della Scuola XY’.


Quinto passo: guardare le mappe – Dal momento in cui inviate la segnalazione al momento in cui questa apparirà sulle mappe di distribuzione possono passare 1-2 giorni. Non appena la segnalazione vrrà validata dagli esperti, la vostra foto apparirà nella galleria di immagini e la segnalazione apparirà sotto forma di un punto colorato sulla mappa della specie che avete segnalato. Cliccando sul punto potrete leggere tutti gli altri dati dati da voi eventualmente inviati (data dell’osservazione, consistenza della popolazione, eventuali note, il vostro nome, ecc.).


Un suggerimento per le scuole Le scuole possono coinvolgere gli allievi nell’inviare segnalazioni (anche relative a una sola delle tre specie) nel territorio comunale. In questo modo, quando le segnalazioni raggiungeranno un numero adeguato, la scuola o la classe potrà scaricare una mappa dettagliata della distribuzione di una specie invasiva nel territorio circostante la scuola, che sarà in gran parte un prodotto dell’attività degli alllievi. Queste mappe, oltre a contribuire alla conoscenza della distribuzione generale della specie in Italia, potranno venir fornite alle autorità comunali o alla forestale, e diventare importanti per qualsiasi campagna di eradicamento delle piante invasive.

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