Nome scientifico

Ailanthus altissima (Mill.) Swingle


Nome comune

Ailanto, Albero del Paradiso, Sommacco falso


Famiglia

SIMAROUBACEAE


Descrizione

Uno degli alberi invasivi più dannosi d’Italia è sicuramente l’ailanto. A livello europeo la maggior parte delle popolazioni colonizza stazioni urbane o rurali caratterizzate da un elevato disturbo antropico e i margini delle vie di comunicazione a basso valore ecologico. In genere il controllo della specie negli spazi verdi delle città è spesso problematico e costoso e le radici possono provocare danni a infrastrutture rompendo l’asfalto e insinuandosi in pozzi o canalizzazioni. Nelle città mediterranee l’ailanto rappresenta un problema per la conservazione degli edifici e dei monumenti storici: in Italia è considerata la specie invasiva con il più alto potenziale distruttivo relativamente al patrimonio archeologico.

 

L'ailanto fu introdotto dalla Cina nel 1760 per avviare l'allevamento di un nuovo baco da seta (il baco tradizionale era decimato da catastrofiche epidemie); l'allevamento non ebbe successo, ma l'ailanto si diffuse a tal punto che, agli esordi dell'era industriale, incominciò a dimostrarsi altamente aggressivo, giungendo oggi a occupare uno dei primi posti nella classifica mondiale delle specie invasive e il primo posto nelle liste nere dei territori a clima temperato: è un pericoloso demolitore di opere murarie e monumenti, che poco per volta sgretola per azione dell'apparato radicale. Cresce in tutta Italia presso gli abitati, lungo le vie, in prati abbandonati ove ritarda la ricostituzione dei boschi, al di sotto della fascia montana. L'invasività è dovuta all'enorme numero di semi prodotti (sino a 250.000 per albero all'anno), alla sostenuta riproduzione vegetativa per polloni e all'eliminazione della concorrenza per allelopatia. Le foglie emanano un odore sgradevole per la presenza di formazioni ghiandolari alla base della lamina, mentre semi e scorza sono tossici. Il nome generico, come riferisce Desfontaines, autore del genere, deriva da un termine cinese antico che significa 'albero del cielo' o 'albero che può raggiungere il cielo', concetto ripreso nel nome specifico. Forma biologica: fanerofita scaposa. Periodo di fioritura: giugno-luglio. 

Albero deciduo a rapida crescita che può raggiungere 20(-30) m di altezza, con portamento eretto e ramificazione espansa. Scorza chiara, grigiastra, liscia, screpolata e fessurata longitudinalmente negli esemplari più vecchi. Rametti dell'anno bruno-rossicci, tomentosi, con numerose lenticelle e cicatrici fogliari. Gemme cupuliformi con perule finemente pelose. Legno giallo-chiaro, compatto, ma piuttosto leggero e fragile. La pianta emette vigorosi polloni radicali soprattutto dopo il taglio. Foglie alterne, imparipennate, picciolate, lunghe 40-60 cm, glabre, verdi-scure e un po’lucide almeno da giovani, con 6-12 paia di foglioline (2-4 x 5-7 cm) ovato-lanceolate, lungamente acuminate all'apice, alla base asimmetriche e a volte irregolarmente dentate, munite di una ghiandola scura con odore sgradevole se stropicciata. Infiorescenze generalmente unisessuali, disposte in ampi racemi terminali di 10-20 cm, con piccoli fiori a simmetria raggiata di color verde-giallastro, larghi 5-7 mm, molto più numerosi nelle infiorescenze maschili. Sepali 5(-6), embriciati, minutissimi, di 0,8-1,6 mm. Petali 5(6), di 2,2-4,5 mm, patenti, ispidi alla base. Stami 10, con filamenti pelosi alla base, più lunghi dei petali nei fiori maschili, nei fiori femminili più corti e sterili (staminodi). Ovario supero con 5 carpelli liberi monospermi. Stili fusi tra loro. Stimma pentalobato. Il frutto è una polisamara costituita da 1-5 samare alate di 3-4 cm, oblungo-lanceolate e sinuate, rossicce da giovani, papiracee a maturità e persistenti in inverno sulla pianta. Contengono al centro un unico seme appiattito, bruno-giallastro o rossastro. Impollinazione: entomogama. Disseminazione: anemocora.


Specie simili

Specie

Caratteristiche distintive

Immagini

Ailanthus altissima (Mill.) Swingle

Foglie alterne, con 13-23 foglioline a margine intero o con 1-4 denti per lato. Pianta senza latice

Fraxinus excelsior L.

Foglie opposte, con 7-13 foglioline a margine con 8-12 denti per lato. Pianta senza latice

Rhus typhina L.

Foglie alterne, con 13-31 foglioline a margine con 8-12 denti per lato. Pianta con un latice biancastro


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