Nome scientifico

Senecio inaequidens DC.


Nome comune

Senecio sudafricano, Senecione sudafricano


Famiglia

ASTERACEAE


Descrizione

Il senecio sudafricano è una specie naturalizzata, originaria, come dice il nome italiano, del Sudafrica, segnalata per la prima volta in Italia nel 1947 (provincia di Verona) e da allora diffusasi rapidamente in quasi tutta Italia, dallivello del mare alla fascia montana, raramente più in alto. Cresce in vegetazioni ruderali lacunose, ai margini di strade, presso gli abitati, in discariche, cave, aree industriali, ma ormai anche in luoghi rupestri assolati, su suoli primitivi ricchi in scheletro e poveri in humus. La pianta ha effetti negativi sui raccolti (vigne), sulla biodiversità, riduce il valore dei pascoli ed è tossica per gli animali a sangue caldo (incluso l’uomo; a volte letale per i cavalli), contenendo alcaloidi che possono passare al latte (mediante il pascolo) o persino al miele (attraverso il nettare raccolto dalle api che ne visitano i fiori). Modifica inoltre il paesaggio, rimanendo in fioritura per 6-7 mesi all’anno e danneggia le infrastrutture, interferendo nel recupero delle aree rurali dismesse. Il principale impatto di questa specie è legato alla sua elevata competitività; ha, infatti, un tasso riproduttivo elevato, ogni pianta potendo sviluppare 80-100 infiorescenze e producendo in un anno 30.000 semi capaci di rimanere vitali fino a 40 anni; si adatta facilmente a situazioni climatiche diverse ed è indifferente al substrato. La dispersione naturale avviene tramite gli spostamenti d’aria (come ad esempio lungo la rete stradale e autostrade e le ferrovie), ma anche a opera degli uccelli, dei mammiferi domestici e dell’uomo. Tutte queste caratteristiche ne favoriscono l’invasività e l’espansione. Il nome generico deriva dal latino “senex” (vecchio), alludendo ai pappi biancastri dei frutti o alla pelosità grigia di molte specie. Forma biologica: terofita scaposa o camefita suffruticosa. Periodo di fioritura: agosto-ottobre.

 

Descrizione: Pianta perenne, erbacea, molto invasiva,con radici poco profonde e fusti legnosi alla base, striati, ramificati, alti 30÷100 cm. Le foglie sono alterne, glabre, lanceolato-lineari, lunghe 3÷10 cm, larghe 3÷4 mm, con apice acuto, carenate, a margine intero o irregolarmente-dentato e nervatura principale in rilievo, le foglie superiori possono essere brevemente picciolate, le altre sono subsessili o sessili. Fiori gialli,dispostiin capolini, questi a loro volta disposti in corimbi irregolari, con capolini reclinati prima della fioritura. Fiori periferici ligulati, fiori centrali tubulosi, brattee dell’involucro dei capolini brunastre all'apice, disposte in una fila principale di circa 21 brattee, con poche altre (10÷12) brattee esterne più corte e spesso di colore scuro almeno sulla punta. I frutti sono acheni cilindrici, pubescenti, biancastri e setosi, sormontati da un pappo di peli.


Specie simili

Specie

Caratteristiche distintive

Immagini

 Senecio inaequidens DC. Foglie intere, lineari, larghe 3-4 mm, senza peli  
 Jacobaea paludosa (L.) G.Gaertn., B.Mey. & Scherb. Foglie intere, ovali o ovali-lanceolate, bianco-pelose di sotto  
Jacobaea erucifolia (L.) G.Gaertn., B.Mey. & Scherb. Foglie pennato-divise  
 Jacobaea vulgaris Gaertn. Foglie pennato-divise  


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