Ambrosia artemisiifolia L.


Dettaglio della specie

Nome scientifico:

Ambrosia artemisiifolia L.

Nome comune:

Ambrosia artemisifoglia, Ambrosia comune, Ambrosia con foglie d'Artemisia

Famiglia:

ASTERACEAE

Descrizione

Ogni anno, nel periodo che va da marzo ad ottobre, milioni di italiani soffrono di vari tipi di allergie. Le tipiche manifestazioni sono: prurito, gonfiore ai tessuti colpiti, ipersecrezione di muco e spasmi muscolari in genere. Le piante che provocano reazioni allergiche sono quelle che utilizzano una impollinazione anemogama o anemofila legata, cioè, alla capacità del granulo pollinico (estremamente leggero) di essere trasportato dal vento e di rimanere a lungo in sospensione nell’aria. Il sistema immunitario protegge l’uomo da organismi patogeni, quali batteri, virus o sostanze tossiche. L’allergia, invece, è la risposta che un sistema immunitario ipersensibile rivolge agli organismi non patogeni. La severità e la varietà di questi sintomi sono soggettive perché variano a seconda della persona colpita e possono condizionare fortemente il vivere quotidiano. Una delle piante il cui polline è causa di forti allergie è l’Ambrosia artemisiifolia. L’ambrosia è una specie anemofila che, affidando il polline al vento, ne produce in quantità elevatissime (ogni esemplare può immettere nell’aria più di un miliardo di granuli pollinici), con il grosso guaio che questo polline è tra i più allergenici conosciuti. Le allergie in questo caso sono particolarmente fastidiose, spesso gravi e inabilitanti, oltre che in aumento per il continuo peggiorare della qualità dell’aria; il problema sanitario è rilevante anche riguardo al numero di persone coinvolte (nelle zone infestate dalla pianta circa il 10% della popolazione). Inoltre è un competitore invasivo, in grado di deprimere la biodiversità delle cenosi erbacee e di degradare il paesaggio; risulta quindi pianta nociva, i cui danni pesano sull’ambiente, sulla salute e sull’economia.

Vedi descrizione completa

Invia una segnalazione

Contribuisci anche tu al censimento delle specie invasive in Italia.

Invia